Il benessere in casa dal punto di vista delle temperature è un obiettivo che ognuno vorrebbe raggiungere, sia in estate sia in inverno. Ed è importante aspirare a questo risultato perché avere una temperatura ideale in casa significa avere dei riscontri positivi dal punto di vista del comfort abitativo e della tutela della salute.

Ci sono tuttavia diversi fattori che molto spesso non permettono di concretizzare quest’idea per via di impianti obsoleti, edifici costruiti molti decenni fa e presenza di dispersioni.

Per sopperire a questa mancanza, si potrebbe innanzitutto intervenire sugli infissi con una riparazione o con una sostituzione.
Le porte e le finestre rappresentano un tramite diretto tra interno ed esterno e, se non ben isolate, provocano una dispersione termica che contribuisce a raffreddare gli ambienti in inverno e a surriscaldarli in estate, con la conseguenza di avere in casa notevoli sbalzi termici tra una stanza e l’altra e il rischio di ripercussioni sulla salute e sui consumi energetici.

Per capire che temperatura tenere in casa ci sono dei parametri oggettivi da poter consultare e in questo approfondimento scopriremo quali sono i fattori da valutare e i consigli della scelta in merito per tutelare il benessere psicofisico e il risparmio in bolletta.

Quanti gradi avere in casa

Per stabilire qual è la temperatura ideale in casa bisogna considerare alcuni parametri, quali:

  • la stagione;
  • il contesto in cui si trova l’abitazione;
  • il tipo di stanza da riscaldare;
  • il tasso di umidità;
  • le escursioni termiche tra interno ed esterno che non devono essere eccessive.

Uno degli errori più diffusi è quello di pensare che mantenere accesi i riscaldamenti tutto il giorno quando fuori è molto freddo sia utile. In realtà è dannoso, perché tra gli ambienti interni e l’esterno non si dovrebbero superare i 6 gradi di differenza, perché uscendo ed entrando di casa, si passa da un momento all’altro a climi molto diversi.

Sebbene, come abbiamo appena visto, le variabili che entrano in gioco siano molteplici, la legge italiana ha diffuso delle linee guida che aiutano a regolarsi per stabilire i gradi interni. Rispettando queste indicazioni si crea in casa un ambiente sano e confortevole, che permette di avere una temperatura dentro casa né troppo fredda né troppo calda, priva di umidità e in linea con le diverse stagioni dell’anno e le ore della giornata.

Gradi da avere in casa in estate

Il clima estivo, soprattutto nelle giornate in cui il caldo è eccessivo, induce molte persone a tenere acceso il condizionatore per più ore al giorno, anche di notte. Questa abitudine è però sbagliata sia per i consumi sia per la salute ed è quindi consigliabile seguire le indicazioni fornite dallo stato. Per sapere quanti gradi avere in casa in estate basta sottrarre alla temperatura esterna sei gradi. Se quindi ci sono 32 gradi fuori, ci dovranno essere 27 gradi in casa. Un altro valore da tenere sotto controllo è il tasso di umidità, che aumenta i gradi percepiti. In questo caso quindi è importante di notte far arieggiare le stanze e assicurarsi che gli infissi funzionino bene in base alle dispersioni. Se alle finestre ci sono le zanzariere, questa barriera potrebbe già fungere da schermo per l’umidità e quindi ridurre un po’ la sensazione di caldo.

Di notte è assolutamente sconsigliato accendere il climatizzatore perché lo sbalzo termico potrebbe essere eccessivo. È meglio aprire le finestre prima di coricarsi per arieggiare la stanza.

Quanti gradi avere in casa d’inverno

In inverno si possono consultare le informazioni sulla temperatura da avere in casa per legge. L’articolo 4 del DPR 412 del 26 Agosto del 1993 stabilisce infatti che in inverno la media aritmetica delle temperature nelle diverse stanze deve tenere conto di specifici valori e tolleranze:

  • negli edifici industriali, artigianali e assimilabili la temperatura deve oscillare tra i 18° + 2° C;
  • nelle abitazioni private la temperatura dev’essere fissata tra i 20°C + 2° C, ossia deve essere di almeno 18°C e non superare i 24°C.

Queste sono le indicazioni generali, però ci sono situazioni in cui è consentito fare delle eccezioni, come ad esempio nelle case in cui ci sono bambini o neonati. In questo caso si può salire fino a 20-22 gradi di giorno e 18-19 di notte. L’umidità va mantenuta tra il 40% e il 60%.

Bisogna inoltre sapere che non va mantenuta la stessa temperatura in ogni stanza. In cucina ad esempio basta impostare 18°C perché la presenza di altre fonti di calore consente in automatico di avere una temperatura maggiore. Nel salotto invece, stando più tempo seduti, per avere il giusto comfort si può arrivare a 21°C.

Quanti gradi ci devono essere in camera da letto

La camera da letto è un ambiente che necessita di una gestione differente delle temperature perché è il luogo del riposo e bisogna avere una maggiore attenzione. In linea generale non si dovrebbero superare i 16 gradi, considerando che d’inverno le coperte aiutano a riscaldare e favoriscono il riposo. In base però al clima si può arrivare anche a 20 gradi in inverno.

In estate, per mantenere una temperatura tra i 16 e i 19 gradi di solito è necessario il condizionatore, ma se usato in maniera prolungata, può portare rischi per la salute. Il consiglio è quindi quello di mantenere le persiane chiuse durante il giorno per non far entrare il calore e aprire le finestre prima di andare a letto per sfruttare le temperature più gradevoli della sera.

Qual è il tasso di umidità ideale in casa

Come abbiamo già anticipato, non sono solo le temperature il parametro da seguire per avere un clima gradevole in casa. C’è anche l’umidità da tenere sotto controllo per la salute e i costi in bolletta. Se il tasso di umidità è elevato, in estate percepiamo più caldo e in inverno più freddo e, con alte percentuali di umidità, aumenta anche il rischio di formazione di muffa. Al contrario, con un tasso di umidità troppo basso, si possono avere problemi di respirazione. Il tasso di umidità ideale da avere in casa dev’essere compreso tra il 40-50%.

I vantaggi di mantenere la temperatura ideale in casa

Mantenere una temperatura ideale in casa ha numerosi vantaggi sia a livello economico, di salute e per l’ambiente.
Scopriamo nel dettaglio quali sono.

1. Tutela della salute

Mantenere la temperatura consigliata in casa permette di non mettere a dura prova le difese immunitarie e quindi di avere meno possibilità di contrarre i malanni stagionali. Se si arieggiano con frequenza gli ambienti e si tiene sotto controllo l’umidità, si evitano inoltre i rischi legati alla presenza di muffa.

2. Risparmio in bolletta

Ottimizzare la gestione degli impianti tenendo sotto controllo le temperature e adattandole a ogni stanza, consente di abbassare la richiesta energetica e di evitare sprechi. In questo modo c’è un positivo ritorno in bolletta, con una riduzione dei costi per l’energia.

3. Benefici per l’ambiente

Se c’è una minore richiesta di energia per gli impianti di climatizzazione ne beneficia anche l’ambiente, perché si riducono le emissioni di inquinanti e l’anidride carbonica nell’aria.

Consigli utili su come mantenere la temperatura ideale in casa

Ci sono alcuni accorgimenti che in maniera quasi automatica permettono di avere una temperatura ideale in casa per risparmiare e aumentare il comfort abitativo.
Tra questi:

  • ridurre i processi di climatizzazione nelle stanze: seguire i consigli su quanti gradi ci devono essere in casa per impostare gli impianti assicura un maggiore comfort;
  • corretta manutenzione degli impianti di riscaldamento: aiuta ad aumentare la vita dell’impianto e ottimizza la richiesta energetica;
  • tenere le finestre chiuse quando sono accesi gli impianti di climatizzazione per evitare dispersioni;
  • stabilire la temperatura ideale per ogni ambiente;
  • non coprire i termosifoni o gli elementi di riscaldamento con tende o ostacoli che impediscono la naturale diffusione del calore;
  • isolare gli infissi: controllare che non ci siano dispersioni dagli infissi. Succede spesso ad esempio che i cassettoni degli avvolgibili siano delle camere di dispersione;
  • scegliere i doppi o tripli vetri alle finestre: a seconda della zona climatica in cui è collocata l’abitazione, potrebbe essere utile sostituire il vetro singolo con un sistema a doppi o tripli vetri per isolare le finestre;
  • sostituzione degli infissi: se gli infissi sono obsoleti e rappresentano un problema sia per l’isolamento sia per la sicurezza, il consiglio è di valutare la sostituzione di porte e finestre con modelli di ultima generazione.

Le alternative possibili alle porte finestra con serratura

Gli infissi e le porte nuove non sono importanti solo per l’isolamento termico ma anche per garantire sicurezza in casa. Soprattutto quando si tratta di installare porte finestre, che solitamente danno su balconi o giardini che potrebbero risultare facilmente accessibili. In commercio ci sono diversi modelli che ben coniugano le esigenze di design con quelle estetiche e, a seconda del livello di sicurezza desiderato, si può optare per una porta finestra con serratura o scegliere delle alternative possibili.

Tra le opzioni antieffrazione più efficaci oltre alla serratura ci sono:

  • il rinforzo strutturale in acciaio galvanizzato, ossia una lastra che va a rinforzare le ante o il controtelaio per resistere maggiormente alle sollecitazioni esterne;
  • i riscontri antieffrazione, ossia la scelta di modelli di finestre o porta finestra che abbiano prestazioni di sicurezza elevate che si evincono dalla scheda tecnica;
  • vetri float temperati, che hanno non solo la protezione da ingressi indesiderati ma anche da rotture accidentali;
  • sistemi di bloccaggio perimetrali, ossia meccanismi di blocco sulla cornice della finestra, che si attivano con sistemi di chiusura come pulsanti e serrature aggiuntive.

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