Gli infissi dell’abitazione sono un elemento che incide sul comfort interno, sull’estetica e sulla luminosità degli ambienti. Le finestre vanno dunque selezionate tenendo conto di tutti questi fattori e con l’obiettivo di conciliare il più possibile design, qualità ed efficienza.

Tra le caratteristiche più importanti per le finestre c’è la trasmittanza termica, un valore che determina la capacità di preservare gli interni dalle temperature esterne, siano esse fredde o calde, mantenendo una temperature gradevole in ogni stagione con un forte impatto sul benessere in casa.

In commercio ci sono vari tipi di infissi, realizzati in forme, materiali e finiture differenti. In base anche agli accorgimenti tecnici e alla qualità dell’infisso, hanno una specifica trasmittanza termica. La trasmittanza termica è di solito indicata nella scheda tecnica degli infissi, se questa ne è sprovvista vengono comunque riportati tutti i valori per calcolarla. Ci sono anche delle formule per ottenere la trasmittanza al fine di valutare quali siano i valori ideali per la propria situazione. In base alla zona climatica, infatti, questa può cambiare adattandosi alle diverse esigenze territoriali.

In questa guida pratica scopriremo cos’è la trasmittanza termica, come si calcola, le caratteristiche dei materiali per individuare il coefficiente termico degli infissi e capire l’efficacia – in termini di riduzione delle dispersioni – e i parametri da valutare per avere un quadro completo in merito alla trasmittanza termica.

Trasmittanza termica: cos’è

La trasmittanza termica è una grandezza fisica che indica la quantità di calore scambiata da un corpo o da un materiale in base all’unità di superficie e in base alla differenza di temperatura. Quando si parla di infissi si può definire come un valore, indicato con la lettera U, che stabilisce qual è la quantità di calore che il serramento scambia con l’esterno. Conoscere la trasmittanza termica di un infisso è fondamentale per calcolare le capacità di isolamento delle finestre, che incide in maniera notevole sui consumi energetici. Più è basso il valore U delle finestre, maggiore è la capacità dell’infisso di trattenere il calore e quindi garantire agli ambienti interni una temperatura piacevole e limitare l’uso della climatizzazione, riducendo costi e impatto ambientale.

La trasmittanza dell’infisso può essere influenzata anche dal materiale con cui è realizzato, perché magari ha un’alta conducibilità termica. Si pensi ad esempio agli infissi in alluminio, che per avere alti standard di isolamento devono essere realizzati con taglio termico, al fine di limitare le proprietà di trasmissione di calore, caratteristica intrinseca del materiale. Il materiale non è ovviamente l’unico parametro che influisce sulla trasmittanza dei serramenti, ma è sicuramente tra i primi aspetti da considerare, anche in base alla localizzazione dell’abitazione.

Come si calcola la trasmittanza termica degli infissi

Il calcolo della trasmittanza termica degli infissi si può effettuare seguendo vari metodi, anche in base alle normative di riferimento.

Nella norma UNI EN ISO 10077-1 2018 viene indicato un metodo semplificato della trasmittanza termica della finestra, indicato con il codice Uw, dove w sta per window, ossia finestra in inglese.

La formula è questa: Uw = (Ag * Ug + Af * Uf + Ψg * lg) / Atot

Le sigle indicano:

  • Uw: Trasmittanza termica totale della finestra (W/m²K)
  • Ag: Area del vetro (m²)
  • Ug: Trasmittanza termica del vetro (W/m²K)
  • Af: Area del telaio (m²)
  • Uf: Trasmittanza termica del telaio (W/m²K)
  • Ψg: Coefficiente di ponte termico lineare (W/mK)
  • lg: Lunghezza del perimetro del vetro (m)
  • Atot: Area totale della finestra (m²)

I valori di Ug, Uf e Ψg possono essere trovati nelle schede tecniche dei serramenti fornite dai produttori. Come si può notare, intervengono nella formula diversi parametri che riguardano le varie componenti della finestra.

Il calcolo del coefficiente di trasmittanza termica si può inoltre ottenere anche con metodi che non prevedono calcoli diretti. Esistono infatti dei software online, gratuiti e facili da usare, che in pochi clic consentono di avere il risultato. In questo caso il riferimento normativo per la formula è nella norma UNI EN ISO 10077-2 2018, che è più complessa della precedente.

Il calcolo della trasmittanza termica delle finestre è importante non solo per il comfort abitativo ma anche per essere in linea con le norme italiane. Nel DM 26/06/2015, il Decreto Requisiti Minimi, sono infatti indicati i valori minimi di trasmittanza uw per le nuove costruzioni o le ristrutturazioni. In più, per accedere al bonus infissi 2024, è indispensabile sapere che il coefficiente minimo di trasmittanza termica per gli infissi è di 1,3 w/m2k, che può variare in base alla zona climatica in cui ricade l’abitazione.

Qual è il materiale migliore per la trasmittanza termica

Tra i fattori che influenzano maggiormente la trasmittanza termica dell’infisso c’è sicuramente il materiale con cui è realizzato, anche se non è il solo perché a influenzare il dato finale ci sono anche le grandezze delle superfici, le finiture etc…
Il materiale, in base alle proprie caratteristiche, è però fortemente incisivo sulla trasmittanza. C’è da specificare che quando parliamo di materiale intendiamo anche il vetro con cui viene realizzata la finestra, che ha un valore molto importante per le dispersioni di calore e per la luminosità. Gli infissi sono realizzati solitamente in 3 materiali principali: alluminio, legno e PVC. Ci sono anche degli infissi in legno alluminio, che combinano le peculiarità di entrambi i materiali, ma sono utilizzati per esigenze specifiche, come ad esempio il gusto estetico o i vincoli sugli edifici che impongono facciate con infissi in legno. Si pensi alle abitazioni nei centri storici delle città e dei borghi italiani.

Il materiale migliore in assoluto per la trasmittanza termica va individuato partendo da esigenze personali quali:

  • la tipologia di serramento, ossia porte, finestre, porte-finestre etc…;
  • il clima che caratterizza la zona in cui è stata costruita la casa;
  • il budget a disposizione;
  • le caratteristiche del materiale

Il legno è il materiale classico con cui si immagina una finestra ed è anche il più elegante e il più impattante dal punto di vista estetico. Ha un’ottima efficienza energetica, è un materiale naturale e, tranne in alcuni casi, come le zone di mare, resiste abbastanza all’azione degli agenti atmosferici. Ha di contro però costi elevati e richiede una manutenzione regolare.

L’alluminio, che è una lega metallica, ha un’elevata resistenza, è durevole e ha un design ideale per le abitazioni moderne. La sua elevata conducibilità termica lo rende però scarso dal punto di vista dell’efficienza energetica, a meno che non si utilizzi un alluminio a taglio termico. Il taglio termico fa lievitare molto i prezzi. Il PVC, un materiale naturale e 100% riciclabile è la soluzione con il miglior rapporto qualità/prezzo, ha un’elevata efficienza energetica, un’alta resistenza agli agenti atmosferici e richiede poca manutenzione. Potrebbe però non essere adatto a tutti gli stili delle abitazioni e bisogna valutare le performance in contesti con climi troppo freddi.

Tra tutte le opportunità, la trasmittanza termica delle finestre in PVC è la più elevata, ma è necessario considerare tutti gli aspetti nel complesso.

Al materiale per il telaio, è infatti fondamentale associare un ottimo vetro, che può essere doppio o triplo e avere una vetrocamera riempita con Argon per aumentare il livello di trasmittanza termica dell’infisso. La trasmittanza del vetro singolo è infatti inferiore rispetto alle soluzioni indicate.

La scelta del materiale per ottenere il livello di uw delle finestre desiderato dipende dunque da tutte queste valutazioni e il consiglio è sempre quello di rivolgersi ad esperti e di far emergere tutti gli aspetti connessi alla scelta delle finestre.

Come scegliere la trasmittanza termica degli infissi

L’indice uw degli infissi, anche in base a quanto espresso per i materiali, richiede un’attenzione particolare. In linea generale abbiamo visto che gli infissi in PVC sembrano essere i più validi a livello di valori di trasmittanza termica. A tutto questo bisogna associare altri parametri per essere completamente in linea con le proprie esigenze.

Zona climatica

Conoscere la zona climatica di appartenenza della propria casa è un primo passo per comprendere il livello di trasmittanza termica dei serramenti per poter stare bene in casa e scegliere il modello di infisso ideale.

L‘Italia è divisa in 6 zone climatiche, secondo quanto indicato nel D.P.R. n.412 del 26 Agosto 1993, e per ognuna sono stati individuati i valori di conducibilità termica che le finestre non devono superare.

Eccoli nel dettaglio:

  • Zona climatica A: ≤ 2,60 W/m2K
  • Zona climatica B: ≤ 2,60 W/m2K
  • Zona climatica C: ≤ 1,75 W/m2K
  • Zona climatica D: ≤ 1,67 W/m2K
  • Zona climatica E: ≤ 1,30 W/m2K
  • Zona climatica F: ≤ 1,00 W/m2K

Si consiglia di partire da qui per avere già delle indicazioni per l’individuazione del modello più adatto.

Isolamento della struttura

Se siamo in un contesto di ristrutturazione dell’abitazione, insieme agli infissi, per la trasmittanza termica, è fondamentale anche conoscere il grado di isolamento dell’edificio, perché la dispersione del calore si può verificare anche mediante le pareti, e gli infissi non potranno quindi sopperire a tutto l’isolamento.

Se la casa non è sufficientemente isolata si potrebbe pensare a una coibentazione del tetto o alla realizzazione del cappotto termico.

Se invece l’abitazione ha già un buon livello di isolamento termico, si può avere il grande vantaggio di non dover essere obbligati a scegliere delle finestre con un elevato uw della trasmittanza. Un aspetto questo che ha delle ricadute positive in termini di costi.

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